Hotel AC***** Torino

Postati in hotel con i tag , , , , , su aprile 7, 2009 da uterila

ac

La serata prevede cena fuori con gli amici,  in posto elegante anche se un pò da papponi sulla cima della collina torinese. Sotto il tubino blu, che va sempre bene, ci metti le autoreggenti. Poco più in alto, perizomino e reggitette in pizzo. Tra l’antipasto e il primo prendi la mano del consorte e la trascini con nonchalance sotto la gonna. Lui si accende come una lampadina, diventa frr frr e inizia a chiederti “…andiamo a casa??”. Finito il primo l’andiamo a casa si fa più insistente, e in modo inversamente proporzionale cala la voglia di andare a casa: pensi alle porte che non si chiudono a chiave (troppo antiche per averne una), al cane che si infila nel letto e ti lecca ogni cm di pelle (viva l’igiene) e alla genitrice nella stanza accanto. Allo sfratto alle otto di mattina per portare a spasso il cane, sempre quello che ti sberlicca, e all’abitudine del quotidiano. Pensi questo, e ti passano tutte le voglie. Lui esce a fumare, nonostante siamo in una sala fumatori, e torna col suo solito sorrisino da ho infilato tre dita nella marmellata. E’ hotel.

La scelta è semplice, andiamo all’AC. Il concierge con aria palesemente affranta ci comunica che purtroppo la camera standard da noi richiesta non è disponibile perchè l’hotel è al completo, ci ha riservato la suite allo stesso prezzo. E’ un pò come vincere la business class al ritorno da New York, almeno in questo posso dire che siamo fortunati. Salotto con divano comodoso (sarà sperimentato per pratiche alternative poco più tardi), tv, poltrona, lucette varie. Bagno tutto in vetro, vasca matrimoniale con tante bollicine. Letto king size, che averci pensato prima potevamo portarci qualche slava. Il materasso è uno solo, senza divisione in mezzo che io puntualmente cado nel buco per dormire avvinghiata al mio oggettodeldesiderio.  Non so come, ma le autoreggenti funzionano. Lui si è acceso a cena, e mi si spegne solo alle tre di mattina dopo aver sperimentato, nell’ordine: comodità del divano, tutti gli angoli del salotto, gli spigoli, la visibilità negli specchi del bagno, la jacuzzi con tanta schiuma, il letto per sei.

Voto complessivo: 10, con lode.

Giottotel – metti una sera nello squallore

Postati in ALTRO con i tag , , , , su marzo 16, 2009 da McWagon

giottotel

C’è chi, per il fatto che sia un appassionato frequentatore di hotel della mia città, mi prende per cretino. E non capisce il senso della cosa. Ovviamente come scusa ufficiale può esserci quella degli ospiti che vengono a trovarmi: vorrete mica che li alberghi da qualche parte senza aver prima vagliato il rapporto qualità prezzo!?
Ebbene, c’è un hotel, qui a Torino, che finalmente merita una recensione negativa. Di solito quando si recensisce in modo non sistematico e non professionale, si dice direttamente cos’è piaciuto, e ne viene fuori una lista di consigli: questa volta, no.
Si tratta dell’hotel Giotto, dove un vecchio che ha subito colto il fatto che fossi lì solo per scopare, mi ha trattato da fedifrago di bassa lega. Chiedendo la bellezza di 80 euro (non moltissimo in sé, ma moltissimo per il trattamento) ha semplicemente spostato la mia prenotazione ad un “residence” della stessa proprietà, vicino a dove si trovava l’hotel.
Tutto bene, non fosse che “dove si trovava l’hotel” è una delle peggio zone di Torino. E già l’idea era “facciamo qualcosa di diverso” cena etnica in posto stra-carino (il Tuk-Tuk per i curiosi) e poi nottata low-budget per divertirsi. Ed in effetti ci siamo divertiti.
Palazzo fatiscente in viuzza di extracomunitari. Niente ascensore. Corridoi di extracomunitari stile albergo ad ore. Ammiccanti prostitute alla porta dei vicini. Ovviamente la camera è all’ultimo piano. Arriviamo, con le chiavi tipo appartamento in casa popolare, e ci accoglie uno splendido spazio che spicca per la sobrietà dell’arredamento. Ovvero un televisorino anni ’80 che ha meno pollici di me, ed un frigobar vuoto e staccato, il tutto attorniato da un intonaco che lascia forti dubbi. Non ci interroghiamo sull’igiene, perchè non vogliamo sapere. Il letto è una brandina rumorosa dimenticata lì da qualche trasloco, la vista dal balconcino è su un cortile interno, con tante tante case fatiscenti che ci si affacciano.
Magari per un 3 stelle, l’edificio “originale” non è malaccio. Questo non possiamo saperlo. Ma il servizio (considerando niente colazione, niente di niente, stile albergo ad ore e nessun comfort da albergo ecc.) può andar bene solo per due come noi che sanno divertirsi e ridere di questo genere di cose. Una serata da conviventi in difficoltà, ma un livello qualitativo da 15-20 euro (ah, la bellezza degli ostelli del nord Europa). Pagamento rigorosamente anticipato, ed in contanti (dopo una fotocopia a caso dei nostri documenti). Brutto brutto: da evitare se non volete sentirvi come in Blow, quando Johnny Depp è nel periodo più buio.

E dire che non stavo neanche mettendo le corna a mia moglie.

Relais BORGO DEL GALLO – Cavatore (Acqui Terme)

Postati in B&B con i tag , , , , , , , su marzo 16, 2009 da uterila

borgo del galloSe siete romanticoni, questo è il posto che fa per voi. Me l’ha consigliato un’amica, e una volta visto il sito (lo trovate cliccando sulla foto) non ho resistito. Era ottobre, c’era il compleanno di Malboro da festeggiare, una buona scusa per scovare posticini nuovi insieme.
La zona: Cavatore, a 6 km da Acqui Terme. Ergo: campagna, colline morbide, le terme vicine vicine, relax meritato.
Il posto: un relais nuovo di pacca in borgo ottocentesco. Quattro camere grandi e in posto tranquillissimo: una standard, due junior suite, una suite, tutte raccolte in un’unica baita. Grande – ma raccolta – sala comune per la colazione, con frigobar comune sempre disponibile e assolutamente gratis.
L’idea: pomeriggio di relax alle terme (dove con 30 euro a testa potete godere del percorso romano: piscina di acqua termale con idromassaggio, docce emozionali, sauna, bagno turco, frigidarium, lettini relax con tisane buonissime. Ovviamente accappatoio, cuffia e ciabatte sono fornite da loro, se volete fare una sorpresa alla vostra dolce metà).
Il dipiù: cena al ristorante del relais, Da Fausto, consigliato da ViaMichelin. Si mangia bene, benissimo, a presentarci i piatti sono Fausto, il proprietario, e sua figlia. Posto decisamente accogliente, tutto a conduzione familiare.

Arriviamo completamente rilassati e un pò sbattuti dopo le coccole alle terme, ci accoglie Fausto. Mi identifica subito come “quella che gli ha scritto mille mail”, si presenta a Malboro. Ci accompagna alla nostra camera: ho scelto, dopo attentissima analisi di tutti i pro e i contro di tutte le stanze, la junior suite rossa. Era disponibile anche la suite, una mansarda grande e tutta bianca, ma per il nostro weekend romantico anche Fausto mi ha consigliato la rossa, molto più intima e passionale. Entriamo nella stanza e rimaniamo piacevolissimamente colpiti: grande, pavimento antracite, letto rosso, pareti dipinte con figure stilizzate, antico e moderno si fondono e l’effetto è spettacolare. Lavandino e doccia sono lì, a sinistra del letto, senza porte intermedie, per passare con più facilità dalla doccia al lettone, già umidelli. La stanza è angolare e molto luminosa, le pareti sono vetrate enormi che danno sul giardino. Chiudiamo subito le tende per approfittare del materasso duro del letto, e constatiamo che non solo è comodosissimo, ma anche che lo specchio del guardaroba antico davanti al letto ha un suo perché. Ossì, se lo ha.
Sopraggiunge la fame, scendiamo alla baita subito sotto la nostra, lo spettacolo è notevole: tutto buio, solo mille lucine sotto di noi e sopra di noi, notte limpida. Sbagliamo nel chiedere il menu completo. Quattro antipasti, primo, secondo, dolce. Vino scelto da Malboro, niente male. Due pause sigarette anche per me, che non fumo, per poter arrivare a fine pasto.
Quando usciamo realizziamo che tornare in camera per fare quello che ci eravamo prefissati di fare, ebbeneno, non è possibile. Scoppio, la cosa più sexy che potrei fare è infilarmi il kimono in seta, avvoltolarmi nel piumone, e dormire russicchiando. Per non parlare di Malboro che, si sa, se beve poi non tira. Decidiamo di fare due passi per recuperare le forze: il borgo è veramente un sogno, piccolo ma curato. Sembra quasi disabitato, forse perché il sabato sera gli indigeni vanno in città per fare vita sociale. Ville ottocentesche meravigliose, e dalla chiesa si domina tutto il paesaggio. Noi due, abbracciati non tanto per tenerezza ma per reggerci in piedi, ci godiamo l’aria fresca.
Quando torniamo in camera, è troppo tardi per tutto. Ci mettiamo a dormire, sicuri di poter recuperare al mattino tutto quello che avremmo dovuto fare se solo se. Ma siamo soddisfatti, e ci sentiamo a casa.
- Notte, amore.
- Notte
.

Nove Merli a Piossasco

Postati in relais chateau con i tag , , , , , su marzo 15, 2009 da McWagon

nove-merliSiamo di nuovo in un castello. Già, perché in fondo dite quello che volete, ma come si fondono gli animi nella corporeità in un castello non si fondono da nessuna parte. Insomma, si hanno ottimi rapporti sessuali. E siamo sempre vicino a Torino, in un posto che è abbastanza caro (ed è soprattutto ristorante) ma che offre grandi, grandissime soddisfazioni.

Prima di tutto, fai in modo di arrivarci per cena. Ti siedi in una bella sala mezza antica (soffitto a volta in mattoni) e mezza moderna (design esedie frau sotto) e ti lasci guidare in un percorso enogastronomico da camerieri e padrone con profusione di dettagli. La cosa, tra l’altro, è un ottimo argomento di conversazione (e di risate): ti spiegano anche quale lievito viene usato per ogni tipo di pane che ti portano ecc. con una solennità biblica ed un lessico estremamente forbito. Pure troppo. Comunque, nel mentre ti carichi di ottimi vini.

Se però sei lì perchè vuoi usare una delle camere sopra (quindi non solo “cena galante poi chissà come andrà a finire con questa” e tutti in garage, ma piuttosto “amore, andiamo a farlo in un bel posto dài!”), ti fai furbo e non ti lasci del tutto andare. Altrimenti cilecca garantita, e l’unico peccato che puoi permetterti per la serata sarà la gola. Tu. Non la tua ragazza/amante/accompagnatrice, perché se speri che pecchi di gola anche dopo sei un illuso. Dopo il dolce sarà già decisamente troppo sazia per ingoiare anche solo una caramellina…
Ma vista la spesa, almeno un paio di belle scopatine devi fartele.

Il castello è medievale, quindi piani alti e su livelli disordinati. Saliamo alle stanze e la 103 è in assoluto quella da richiedere. C’è vista vallata (di notte molto suggestiva per ampia vetrata d’angolo e tante lucine plebee laggiù), c’è jacuzzi in bagno, c’è lettone con copriletto maculato da bordello. Non fosse per quello sarebbe tutto fine, ma il dettaglio ti fa capire che se sei lì, devi agire. Anche perchè, diciamocelo, andare a fare i turisti a Piossasco non è proprio il massimo, e tornare a casa sarebbe mezzora.
Si parla di beautyfarm, quindi centro benessere e di altre 10 stanze (ora sono 9) per il futuro del castello. Per ora resta un posto più tranquillo per chi è un viandante di lusso.

C’è poi l’interessante presenza di un enorme schermo al plasma ai piedi del letto (sempre nella 103; nelle altre c’è lo schermo ma non è proprio lì sotto il letto che ti ammicca). Da provare con il lesbo-porno giusto mentre fai ginnastica. Insomma: ambiente poco spartano e poco economico, ma esperienza da fare per sentirsi dei veri nobili. Una scopata in cui si domina una bella pianura sotto il colle del castello, un giardino tutto attorno (tra l’altro con colonne luminose viola che fanno molto Star Wars), una ciambellana che ti saltella sopra. Il tutto, qualcosa di squisitamente maschile.

Hotel San Secondo – Pinerolo

Postati in hotel con i tag , , , , su febbraio 15, 2009 da uterila

 

san-secondoCosa positiva: hai un ragazzo che ama portarti in hotel per – massì, diciamo così – un po’ di relax.

Cosa negativa: ama portarti negli hotel in cui è già stato con la sua ex sgualdrina / assistentina / amichetta bionda che tu trovi tanto stupida e con cui lui giura “non c’è mai stato niente”.

 

Poi pensi “embè, sarà che lo fa perché gli sono piaciuti i posti”, poi essendo che paga lui non ci fai quasi caso. Un po’ come in Pretty woman, ti lasci comprare. E stai in hotel da sogno, che senza il tuo Richard non ci saresti potuta neanche passare davanti.

 

Un’ eccezione è stata la gita a Pinerolo (TO), fatta i primi tempi di reciproca frequentazione come pretesto per andare a cena alla trattoria Zappatori, bellissimo e raffinatissimo posticino sotto i portici del centro (ovviamente proposto da Lui. Di trattoria non ha proprio nulla, ma fa fine e non impegna). Il link al sito non lo trovo, sempre se sia mai esistito un sito, quindi lascio a voi lettori (qualcuno prima o poi ci capiterà, qua sopra!) il compito di scovarlo. Vi do però l’indirizzo perché avendo due soldini da parte e amando la cucina quasi sperimentale è obbligatorio passarci: corso Torino 34, Pinerolo (TO).  

Cenettina in posto da favola sotto la pioggia – sono i primissimi tempi, e tutto è da favola: lui elegantissimo che arriva ad aprirmi la portiera della Rover per accogliermi sotto il suo ombrello formato famiglia vecchio stile e via sottobraccio quasi di corsa verso i portici. Posto caldissimo con mattoni a vista e sedie bianchissime simili a troni, gentilezza disumana e vino buono. Sorrisi e risate. Com’era bello.

Beh ok, mi sono persa in brodini di giuggiole e miele. Dicevo. Finita la cenetta ci spostiamo poco distante da lì, a San Secondo di Pinerolo.

Hotel San Secondo, un tre stelle scelto da me,  per spendere poco. Tutto riuscitissimo.

Posticino  romantico. Un palazzo settecentesco, appena risistemato. La camera pulitissima, è nuova di pacca. Dettagli curati. Tende doppie (evvai, domattina si dorme), tv piatta e non troppo invadente, messa lì in un angolo. Il letto con una bella testiera alta e vellutata, sembra comoda. Lo è. Il bagno nuovo, perfetto, perfino la doccia è senza calcare.

Sono i primi tempi, e per la precisione è la prima notte insieme. Ci godiamo il letto e parliamo, parliamo, parliamo. Erano i primi tempi, dovevamo ancora imparare ad ottimizzare spazi e tempi. E’ bello, c’è quella tensione tipica degli inizi in cui c’è già abbastanza complicità ma non abbastanza da sapere come comportarsi esattamente. Io sono a mio agio in sottoveste vicino a lui. Fuori piove, ci godiamo il silenzio. E baci, tanti baci. Non sappiamo ancora da che parte prenderci, le proviamo un po’ tutte ma quasi tutto finisce buttandola sul ridere. Non sapendo dove altro metterla.

Saltiamo le parti più interessanti e passiamo alla colazione: scendiamo nella sala – anche quella nuovissima, e ben fatta, appartata, semplice ma fine – e scopriamo di essere gli unici ospiti dell’hotel. E’ una bella sensazione, familiare. Sembra di essere i prediletti. Il papà della proprietaria ci porta il caffè, scegliamo la torta.

Usciamo e sorpresa, non piove più. Scopriamo che quel paesello è ancora quasi tutto rustico, e ha una chiesa e un cimitero enormi e molto molto scenografici. Passo e chiudo.

Portofino… il Kulm

Postati in hotel con i tag , , , , , su febbraio 9, 2009 da McWagon

kulmA Portofino si va sul sicuro. Atmosfera d’altri tempi, bellissimi paesaggi, localini giusti in cui spendere un patrimonio per una bottiglietta d’acqua. E naturalmente, la bottiglietta d’acqua non si prende neanche per sbaglio. Ci sono affezionato da quando alle medie mi ci hanno portato in gita, o forse da prima, quando mio padre e mia madre ci andavano a fare i fighi.

Fatto sta che già se spendi 50 euro di parcheggio per starci il tempo di un aperitivo, magari non ti conviene starci anche a dormire. A meno che tu non ne abbia proprio tanti, e allora questa ti sembrerà la recensione di un barbone. Comunque puoi trovare dei paesaggi splendidi in 10 minuti di macchina, arrivando appunto al Portofino Kulm (hotel 4 stelle che non è a Portofino). Vai verso Santa Margherita e sali nell’entroterra: arriverai ad un parco privato e recintato, scalerai una quasimontagna, ed in cima troverai questa enorme struttura ottocentesca.

L’edificio è bello, con qualche particolare delabrè e un non so che di chic qua e là. Le stanze, per gli standard liguri, sono spaziose e luminose. La vista è impagabile, soprattutto se si va fino all’edificio in cima al colle, adibito a location per feste, matrimoni, cenoni ecc, che permette la contemplazione di due dei più bei golfi del nord Italia. Se hai tanto tempo da perdere da una parte vedi il tramonto e dall’altra l’alba, con una mega terrazza che ti lascia stare lì, su una balconata ideale per il romanticismo più sublime (e spesso con una privacy pressochè assoluta).

Il prezzo non è neanche impensabile, e se vuoi scendere a Camogli c’è un hotel della stessa proprietà che ti dà posto per il parcheggio. Info utile se oltre che essere al mare ti passa per la testa di entrarci anche. Il letto (parte fondamentale della residenza, se si è in due, se si è prima dell’andropausa/menopausa, se si va lì anche un po’ per quello) è vecchio stampo: cigola, non è enorme, ma dà soddisfazioni.

In poche parole è assolutamente un posto da provare, se si vuole stupire una fanciulla e se la si vuol far vivere, per qualche attimo, in un sogno. Poi c’è la piscina, un praticello-solarium, una palestra: ma queste cose le lasciamo ai businessmen in cerca di sfogo. Noi preferiamo sfogarci in camera. E far trionfare così il romanticismo.

PS: unica pecca, il consierge, che se sei stato lì in precedenza con un’altra, può farsi scappare il pezzo e chiederle se è lei la signorina XXX (cognome della precedente compagna di stanza). Riflessione generale: non fanno più i consierge di una volta.

Principi di Piemonte – Torino

Postati in hotel con i tag , , , , , , su febbraio 9, 2009 da uterila

principi1Supponiamo che la fidanzatina trascini il fidanzatino in una nuova avventura: per lui che odia i bambini, ha riservato un’intera settimana a stretto contatto con esserini dai 6 ai 12 anni, giorno e notte, come animatore. Non se la cava neanche male. Location rustica in quel di Giaveno: boschi, montagne, scarafaggi, docce comuni che devi buttartici sotto per primo, se aspetti gli altri la fai fredda. Bimbi urlanti. Non un attimo di quiete in tutta la settimana. L’unico momento di privacy per noi è sotto la doccia, mentre i ragazzini fuori giocano a palla. Non mi lamento.
Il settimo giorno, quando ormai la trasformazione in perfetto muntagnin del nuovo millennio è cominciata, si torna alla vita reale. L’idea malsana di lui che arriva e dice: “Stasera… hotel?”. Risposta della sottoscritta: “Neanche per idea”. Dopo cinque minuti eccolo che arriva trullo trullo: “Ho prenotato, junior suite ai Principi di Piemonte. Ci aspettano nel pomeriggio”.
Tu hai detto NO, e lui torna con in mano una prenotazione nel 5 stelle lusso più caro di Torino. Arriviamo nel pomeriggio vestiti da montagna, cosa che però con gran classe nessuno sembra notare. E’ nel pieno centro di Torino, ma per il parcheggio non c’è problema, ci pensano loro. Alla reception una ragazza simpatica, con la voce molto meno impostata rispetto alle receptionist dell’NH che però ci guadagna senz’altro in “vitalità”. Nel senso che almeno lei non sembra una sexy zombie.
Stanza 510. Quaranta metri quadri: spogliatoio, grande bagno, salotto con grande vetrata, camera da letto. Pareti insonorizzate (gran cosa per chi come me zitta non riesce a stare, a meno che non stia dormendo), controllo regolabile delle luci e della temperatura. Due televisori al plasma, se capiti lì quando c’è la partita è perfetto.
Due cose colpiscono: letto e bagno. Il letto è enorme, un tre piazze praticamente. Perfettamente bianco, perfettamente cuscinoso, perfettamente ordinato. Viene voglia di buttarsici dentro e non uscirne più.
Il bagno è grosso, molto marmo e molto oro, ma anche molto accogliente. Grandi specchi un po’ ovunque. La vasca è vecchio stile, larga e lunga, per due. Stessa cosa per la doccia. Ne approfittiamo subito per lavare via lo sporco di una settimana, e il risultato di una doccia comune è un bagno allagato (cosa che non sarebbe successa se non avessimo fatto la guerra a chi spara più acqua col suo doccino). Lasciamo tutto lì e scendiamo per un aperitivo. Anche quello è impeccabile: piattini caldi ed elaborati, patatine viola francesi, vinello freschissimo e piacevole. Poi cena, cinema e quando torniamo… da-daaaaan!!! Sono passati i Folletti Buoni (teoria da me sviluppata proprio in quell’occasione, da quel momento in poi sempre valida) che non solo hanno asciugato il bagno e cambiato tutti gli asciugamani, ma hanno anche 1)messo i tappetini per la notte accanto al letto 2)messo cremine da notte e cioccolatini sul comodino 3) rifatto il letto. Ci lanciamo però nella vasca schiumosissima per un’esperienza quasi mistica di scivolamenti e bolle di sapone. Promossa la vasca, perfetta per due in tutte le posizioni. Dalla vasca passiamo al letto top level: materasso comodo e nemmeno un cigolio… Solo noi sappiamo disfare letti così bene. Uff, panf, un bel 10 per il Principi di Piemonte.
La colazione conferma il voto, con una sala intera di cibi di ogni genere, ricercati e non, salati e dolci, champagne e vini di tutti i tipi. Anche un menù alla carta, per chi volesse provare cosine più particolari.
Quando avete mezzo stipendio da scialacquare, fateci un salto. Anche di più, se siete in buona compagnia.

NH Hotel Santo Stefano

Postati in hotel con i tag , , su febbraio 7, 2009 da McWagon

 

santo-stefanoCi sono dei momenti in cui la voglia chiama. E di solito è perchè ci sono i fatidici cinque minuti (ma in quel caso va bene un po’ qualsiasi location) o perchè qualche elemento impeditivo ha ucciso la libido per troppo tempo. Vedi il caso di assenza prolungata di uno dei due partner (e fedeltà contingente), oppure vedi il caso di scazzo e litigio.

Fatto sta che se dopo una settimana circa di “nulla di fatto” vuoi festeggiare, l’hotel è la location migliore. Dunque, premettendo che la recensione sull’NH Hotel è positiva, se non per il prezzo (va bè che è centralissimo, in zona storica, palazzo ristrutturato in modo ultra-fashion ecc. ma c’è comunque di meglio a meno), possiamo parlare di due tipologie di stanze.
Entrando, una deforme filippina dai modi affabili e dalla voce suadente (oh, se è suadente. Calda, bassa, sembra un 144) vi dà il benvenuto. Controlla la prenotazione fatta mezz’ora prima da circa dieci isolati di distanza, prende i documenti e ti dà la stanza. Se sono le 18 e non esci fino alle 10.30 del mattino dopo, giusto in tempo per la colazione prima che chiuda, non fa domande. Ammicca. Oh, se ammicca. Contemporaneamente vivi la suggestione di vederti cinque piani di torre completamente vuota all’interno, con una rampa di scale lungo il perimetro interno fatta in legno, con tante finestrelle simili ad oblò quadrati. Se avessi meno voglia di “quello”, e più voglia di rilassarti, ci sarebbe anche una spa e tanti localini tutt’attorno. Ma sei lì per un motivo. Hai una missione, un ideale, una ragione di vita.

La stanza un po’ più bella della standard e un po’ meno bella della suite è grande. Moderna e minimalista come va di moda adesso, con un bel letto king size per farci tanti salti di qua e di là, e nonostante l’abbondanza, non per la guerra di cuscini. Come arredamento forse è più accogliente il Principi di Piemonte, che recensiremo quando avremo voglia… e come atmosfera è più particolare il Meridien Art+Tech, per cui vale lo stesso discorso. Ormai i 5 stelle a Torino fioccano come la neve, e per chi vuole dar due colpi è diventato difficile trovare fasce intermedie. Comunque nel complesso gradevole l’atmosfera, peccato per il pavimento che è di legno mentre il ricordo porta a vecchi tempi, che è meglio non citare per non essere evirati da uterila, in cui con slave varie avevo goduto particolarmente del pavimento della stanza standard: una gommosissima moquettes sprofondevole che era una gioia per i piedini. Nella standard le dimensioni erano più ridotte (la cena in camera sarebbe stata una partita a tetris ma, in fondo, l’idea di base è proprio quella). Anche delle ragazze slave, comunque, faremo una recensione quando sarà tempo.

Servizio in camera: la cena arriva dopo un po’ e dopo una breve conversazione telefonica con un cameriere. Anche lui con voce suadente e calda da 144. Hanno fatto un corso di sicuro, perchè è innaturale: con uterila realizziamo che è così l’indomani a colazione, quando anche lì le ragazzine che servono usano lo stesso tono. O è lobotomia, o è un bordello e noi non lo sappiamo, o le formattano all’assunzione. Comunque carne ottima, vino buono (un nebbiolo mi pare, ma cazzo frega!?).

Il risultato comunque eclatante, esperienza da maratona (però questo c’entra un po’ più con uterila che non con l’hotel, e in questo caso non so se la recensirò in futuro, per paura di rappresaglie).

Metti una notte a Villa Pomela

Postati in relais chateau con i tag , , , , , su febbraio 7, 2009 da uterila

 

pomelaCiao, sono l’utero unito al dilettevole. Una che se la porti una sera in hotel è contenta. Che sia 3, 4 o 5 stelle poi è quasi lo stesso. QUASI. Perché chi ama fare sesso lo sa, non è solo il letto quello che conta.
Contano anche la doccia, la vasca da bagno, i divani, gli specchi, le luci. Per me conta un casino il regolatore di temperatura, patisco il freddo. Ma questo lo dimentichiamo subito, non è cosa da sex-addicted. Se proprio vogliamo essere romanticoni, conta anche quello che vedi – ma chi ha tempo di guardare? – dalla finestra o dal balcone, che è ancora meglio se insieme hai un fumatore accanito, come nel mio caso, così lo puoi sbattere fuori a farsi di smog oltre che di nicotina, paghi uno prendi due. Io ho accanto un dannato fumatore. Si vestisse di bianco e rosso sembrerebbe una scatola di Malboro.

Insieme io e Malboro abbiamo girato un sacco di hotel (regola generale valida anche in futuro: come in informatica niente –s finale, non siamo pignoli noi), sparsi per la nostra città, Torino, e per il nord in generale.
Una cosa che mi piace un sacco fare in hotel – a parte rubare serialmente tutti i prodottini spugnette e spazzoline – è la colazione. Soprattutto se mi trovo nella mia città. E’ un po’ come diventare stranieri per una mattina, ed è divertente guardare il volto giudice dei camerieri. Ti sembra perfino che le brioches che stai per addentare ti giudichino. Per non parlare delle tizie alla reception con voce suadente (provate un po’ ad andare all’NH Santo Stefano di Torino, e ditemi se non è così) che quando consegni i documenti storcono un po’ il nasino rifatto e sorridono maliziosamente. E’ una gran soddisfazione, che ti viene da dire… embè?

Veniamo al punto. Parliamo di Villa Pomela, bel relais a Novi Ligure che non mi chiedete dove cada l’accento perché non l’ho mica capito. Una residenza nobiliare del XVIII secolo con splendido parco circostante. Facile da trovare con un navigatore anche attempato, sulla SS 35 bis, poco prima dell’entrata in città e non lontano dall’uscita autostradale (A7) di Serravalle Scrivia. Parcheggio comodo davanti all’entrata, specialmente se ci si arriva alle 2 di mattina un po’ sversi dopo un cenone e coi tacchi alti. La camera è bella, comoda, ben arredata (niente letto a baldacchino, per stasera niente bondage). Un lettone spazioso, tanta luce, uno specchio a lato del letto. Il bagno è grandicello, colpisce la doccia: comoda per due, in tutte le posizioni. Con sapone e senza sapone. Comoda anche per tre o quattro, se vi piace il genere. Doppio lavandino, così ci possiamo lavare i denti in contemporanea senza schizzarci di dentifricio e tanta bava.
Sarà stato l’alcol, ma il romanticismo subentra quando apriamo la porta balcone e…… meraviglia. Una terrazza (siamo all’ultimo piano della villa) circolare grande praticamente come la camera che dà direttamente sulla grande fontana nel parco. Il cielo sopra di noi stellato, in cima a questa collina le luci non sono molte. Effettaccio. Per un po’ rimaniamo a rimirar le stelle seduti al nostro tavolino, ma poi vince il richiamo di doccia. Tanta nanna e la mattina ci svegliamo come nuovi. Riusciamo perfino a svegliarci in tempo per la colazione. Ci precipitiamo struccati (sempre io, Malboro non si trucca e non usa tacchi, giuro) e scompigliati in veranda per la colazione. Tavolini piccoli e tondi ben apparecchiati, dietro di noi il parco verdissimo. Tutto molto British, devo ammettere. Anche il cameriere con quel suo gilerino verdone. Tante marmellatine in vasetto, ma anche uova e pancetta per gli uomini di mondo. Puah.

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