
La serata prevede cena fuori con gli amici, in posto elegante anche se un pò da papponi sulla cima della collina torinese. Sotto il tubino blu, che va sempre bene, ci metti le autoreggenti. Poco più in alto, perizomino e reggitette in pizzo. Tra l’antipasto e il primo prendi la mano del consorte e la trascini con nonchalance sotto la gonna. Lui si accende come una lampadina, diventa frr frr e inizia a chiederti “…andiamo a casa??”. Finito il primo l’andiamo a casa si fa più insistente, e in modo inversamente proporzionale cala la voglia di andare a casa: pensi alle porte che non si chiudono a chiave (troppo antiche per averne una), al cane che si infila nel letto e ti lecca ogni cm di pelle (viva l’igiene) e alla genitrice nella stanza accanto. Allo sfratto alle otto di mattina per portare a spasso il cane, sempre quello che ti sberlicca, e all’abitudine del quotidiano. Pensi questo, e ti passano tutte le voglie. Lui esce a fumare, nonostante siamo in una sala fumatori, e torna col suo solito sorrisino da ho infilato tre dita nella marmellata. E’ hotel.
La scelta è semplice, andiamo all’AC. Il concierge con aria palesemente affranta ci comunica che purtroppo la camera standard da noi richiesta non è disponibile perchè l’hotel è al completo, ci ha riservato la suite allo stesso prezzo. E’ un pò come vincere la business class al ritorno da New York, almeno in questo posso dire che siamo fortunati. Salotto con divano comodoso (sarà sperimentato per pratiche alternative poco più tardi), tv, poltrona, lucette varie. Bagno tutto in vetro, vasca matrimoniale con tante bollicine. Letto king size, che averci pensato prima potevamo portarci qualche slava. Il materasso è uno solo, senza divisione in mezzo che io puntualmente cado nel buco per dormire avvinghiata al mio oggettodeldesiderio. Non so come, ma le autoreggenti funzionano. Lui si è acceso a cena, e mi si spegne solo alle tre di mattina dopo aver sperimentato, nell’ordine: comodità del divano, tutti gli angoli del salotto, gli spigoli, la visibilità negli specchi del bagno, la jacuzzi con tanta schiuma, il letto per sei.
Voto complessivo: 10, con lode.

Se siete romanticoni, questo è il posto che fa per voi. Me l’ha consigliato un’amica, e una volta visto il sito (lo trovate cliccando sulla foto) non ho resistito. Era ottobre, c’era il compleanno di Malboro da festeggiare, una buona scusa per scovare posticini nuovi insieme.
Siamo di nuovo in un castello. Già, perché in fondo dite quello che volete, ma come si fondono gli animi nella corporeità in un castello non si fondono da nessuna parte. Insomma, si hanno ottimi rapporti sessuali. E siamo sempre vicino a Torino, in un posto che è abbastanza caro (ed è soprattutto ristorante) ma che offre grandi, grandissime soddisfazioni.
Cosa positiva: hai un ragazzo che ama portarti in hotel per – massì, diciamo così – un po’ di relax.
A Portofino si va sul sicuro. Atmosfera d’altri tempi, bellissimi paesaggi, localini giusti in cui spendere un patrimonio per una bottiglietta d’acqua. E naturalmente, la bottiglietta d’acqua non si prende neanche per sbaglio. Ci sono affezionato da quando alle medie mi ci hanno portato in gita, o forse da prima, quando mio padre e mia madre ci andavano a fare i fighi.
Supponiamo che la fidanzatina trascini il fidanzatino in una nuova avventura: per lui che odia i bambini, ha riservato un’intera settimana a stretto contatto con esserini dai 6 ai 12 anni, giorno e notte, come animatore. Non se la cava neanche male. Location rustica in quel di Giaveno: boschi, montagne, scarafaggi, docce comuni che devi buttartici sotto per primo, se aspetti gli altri la fai fredda. Bimbi urlanti. Non un attimo di quiete in tutta la settimana. L’unico momento di privacy per noi è sotto la doccia, mentre i ragazzini fuori giocano a palla. Non mi lamento.
Ci sono dei momenti in cui la voglia chiama. E di solito è perchè ci sono i fatidici cinque minuti (ma in quel caso va bene un po’ qualsiasi location) o perchè qualche elemento impeditivo ha ucciso la libido per troppo tempo. Vedi il caso di assenza prolungata di uno dei due partner (e fedeltà contingente), oppure vedi il caso di scazzo e litigio.
Ciao, sono l’utero unito al dilettevole. Una che se la porti una sera in hotel è contenta. Che sia 3, 4 o 5 stelle poi è quasi lo stesso. QUASI. Perché chi ama fare sesso lo sa, non è solo il letto quello che conta.